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EVOLUZIONE COL FRENO A MANO ( Parte 1 )

16 Ottobre 2006 4 commenti


Mentre in Svezia costruiscono abitazioni calde d’inverno e fresche d’estate con particolari pannelli inseriti nelle pareti e sistemi di aerazione semplici ma efficenti ed efficaci, e in Islanda producono energia dalle biomasse ( noi l’unica cosa che sappiam fare è prenderci a biomasse in faccia… ) e in gran parte d’Europa la produzione di energia autonoma ( attraverso pannelli solari e il fotovoltaico ) diventa sempre più una realtà, in Italia si resta, come ( quasi ) sempre al Paleolitico.
Senza parlare di grandi sistemi, e almeno per tentare di muovere i primi passetti, si potrebbe cominciare ad utilizzare le “Lampade a risparmio energetico”, che, effettivamente hanno un costo superiore ad una lampadina classica, ma forniscono prestazioni nettamente superiori sotto ogni aspetto: le lampadine classiche ( più tecnicamente definite lampade a incandescenza ) nella loro breve vita, di tutta l’energia elettrica consumata, traducono in luce un ridicolo 5%, per il resto solo calore, inutilizzato ( che effettivamente, ora che ci penso, potrebbe essere in un qualche modo riutilizzato… ). Vediamo un rapido confronto calcolato su un tempo di 15 mila ore ( vita media di una lampada a risp. energ. ), che, calcolando un utilizzo medio giornaliero di 4 ore circa, corrisponde a circa dieci anni:

-Lampada classica: watt: 75 ; consumo: 1125 kilowatt ; euro: 0,80-1,30

-Lampada risp. energ. : watt: 15 ; consumo: 225 kilowatt ; euro: 10,00-13,00

Va ricordato che la luce emessa da una “classica” da 75 watt corrisponde a quella emessa da una a R.E. da 15 watt.
Il risparmio totale in dieci anni ( ricordando che in questo arco di tempo si consumano parecchie lampadine “classiche” ) è di 900 kilowatt, che, tradotto in moneta, è pari a poco più di 150 euro di risparmio eneregetico.

N.B: queste lampade, contengono mercurio e sono quindi potenzialmente inquinanti. Per lo smaltimento è dunque necessario contattare il proprio comune per avere opportune informazioni.

Ma la luce non è tutto. Tornando al discorso iniziale è infatti possibile isolare termicamente soffitti e pareti con un prodotto naturale e traspirante, la fibra di cellulosa, che ha eccellenti capacità termiche. Questo prodotto, oltre ad essere un ottimo isolante acustico, ed essere NON infiammabile, è reso inattaccabile da muffe e roditori, restando al tempo stesso rispettoso della natura: niente amianto, formaldeide, lana di vetro o di roccia. La sua applicazione è possibile nelle intercapedini dei muri perimetrali, nei tetti mansardati con doppio tavolato e nei solai dei tetti a nido d’ape, riempendo gli spazi vuoti.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il lavoro può essere effettuato anche su case già edificate, senza alcuna demolizione, con un conseguente risparmio consistente: in inverno si ha una minore dispersione del calore interno, mentre in estate le abitazioni mantengono più a lungo il fresco accumulato nella notte o, eventualmente, attraverso gli impianti di condizionamento ( rispetto ad un pannello classico, che trattiene la temperatura per un ora circa, questo sistema garantisce 12 ore di isolamento termico ).

Perchè non se ne parla?! Perchè le nuove case non le costruiscono con queste tecniche?! Perche ci parlano del digitale terrestre come tecnologia del futuro ( in realtà è tecnologia da pensionamento precoce ) e non ci parlano di queste cose?! Facciamo una bella cosa, cominciamo col regalare ai nostri dipendenti, MortadellaProdi e LiftingSilvio in primis, una bella lampada a risparmio energetico.
E poi per chi ha un vulcano “nano” in giardino, un bel pannello solare ( nano anche quello ) sarebbe piuttosto utile….